Midterm 2022, negli USA si scalda la campagna elettorale

Si scalda la campagna elettorale USA in vista delle elezioni di midterm previste per l’8 novembre di quest’anno. Il popolo americano è chiamato ad un appuntamento con le urne di primaria importanza, quest’autunno infatti saranno eletti ben 36 governatori su 50 e rinnovati tutti i seggi della Camera dei rappresentanti oltre a 34 seggi del Senato.

Il presidente Biden scalda i motori e afferma senza mezzi termini: “Alle prossime elezioni è in gioco la democrazia”. Ad infiammare l’opinione pubblica americana, sempre più polarizzata e conflittuale, continuano ad essere le tematiche legate a economia, diritti ed immancabilmente alla figura dell’ex presidente Donald Trump.

Partiamo proprio da quest’ultimo che dopo il discusso blitz dell’FBI nella sua residenza di Mar-a-Lago in Florida, vede accrescere la sua popolarità tra gli elettori del Grand Old Party. Secondo un sondaggio della Nbc News infatti i repubblicani che supportano Trump più di quanto supportino il partito sono arrivati al 41%, ben 7 punti in più rispetto al 34% di questa primavera. Sembra proprio che la parabola di Trump ripercorra la traiettoria di Silvio Berlusconi che per molti anni ha saputo sfruttare a suo vantaggio le note vicissitudini legali, percepite dal suo elettorato come accanimento persecutorio da parte della magistratura. D’altro canto l’uscita di scena di Liz Cheney, sconfitta sonoramente alle primarie repubblicane in Wyoming, cancella quasi completamente la già esigua corrente anti-trumpiana all’interno del Partito Repubblicano. Al contrario crescono le quotazioni di Ron De Santis, governatore ultra-conservatore della Florida, vera e propria alternativa trumpista a Trump. Qualora le sorti del 45esimo presidente dovessero scontrarsi con guai giudiziari più seri, l’italo-americano è già pronto a scendere in campo dopo aver incassato perfino l’endorsment di Elon Musk.

Per quanto concerne i sondaggi gli ultimi dati sulla sfida elettorale di midterm danno in vantaggio i repubblicani, ma la distanza con i democratici si sta riducendo settimana dopo settimana. Infatti secondo gli analisti la sentenza della Corte Suprema, che a fine giugno ha letteralmente ribaltato il diritto costituzionale all’aborto (protetto con la decisione Roe v Wade) ha finito per rinvigorire l’elettorato più militante del Partito Democratico che a sua volta ha avuto gioco facile nell’attrarre l’interesse della popolazione riguardo a presunte strette sui diritti qualora il GOP vincesse le elezioni. Insomma la strada che porta all’8 novembre è ancora molto lunga e tutto può succedere in questa campagna elettorale che di sicuro non ci risparmierà altri colpi di scena.

Redazione

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