Al di là del maestrale, il noir che fa sintesi di un’idea

Giocando con le parole si potrebbe facilmente sostenere che “Al di là del maestrale”, il nuovo romanzo di Guido Santulli edito da Passaggio al Bosco, è l’opera magistrale del quarantenne natio di Roma ma da sempre residente a Vasto.

Al suo quarto libro, a cui vanno aggiunte le partecipazioni a opere collettive, l’autore abruzzese ha dato alle stampe un’opera di sintesi di un pensiero così ampio che ai più sembra fare a botte con se stesso: gentiliani contro evoliani, futuristi contro fan della Roma antica e chi più ne ha, più ne metta.

Santulli unisce il tutto seguendo la massima aristotelica: formula una frase, la sua antitesi e ne traccia la sintesi riuscendo perfettamente a coniugare italianità e campanilismo ultras, architettura e design contemporanei e sculture del classicismo greco-romano, visione granitica dello Stato e concetto di comunità nazionale. Lo fa, per giunta, nella formula del noir ambientandolo, diversamente da quanto fatto finora, lontano dalla sua comfort zone, quelle coste adriatiche già abilmente descritte in un altro libro edito dalla casa editrice fiorentina “Il mare d’Italia”.

La storia, infatti, si svolge tra Genova e Milano con delle fugaci puntatine a Roma, intreccia il mondo dei servizi segreti con l’aridità (un richiamo al genio di Houellebecq?) del lavoro svolto da Oscar, il protagonista, ovvero l’insegnante in un diplomificio (alias una scuola superiore privata); la capacità di innamorarsi a cinquant’anni della vitalità di una giovane straniera con la visione estera dell’italian stallion.

Una prova di maturità che suggerisce solo l’inizio di una nuova strada da parte di chi, in occasione dei cinquecento anni dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto era stato in grado di fornire ai lettori “Italico Amor” un vero e proprio poema cavalleresco in versi nel quale si trattano molteplici tematiche: dal valore della tradizione a quello dell’identità italica fino al concetto di riconquista spirituale sui valori sui quali si è fondata la nostra civiltà.

Allo stesso modo ne “Al di là del maestrale” Santulli grazie alla voce di Oscar stronca la cancel culture, chiarisce il ruolo dei grandi navigatori (Cristoforo Colombo in primis) e il legame fra questi e il Belpaese anche quando operarono per le corone iberiche, ripristina i concetti simili ma non uguali di Spirito e anima, di stirpe e Nazione.

Luca Lezzi

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