Il ritorno dello Stato e della politica, il secondo numero della rivista Partecipazione

Non si può stare al mondo senza uno Stato: era questa la lezione che non avremmo dovuto mai dimenticare, come ha sottolineato più volte una rivista come “Limes”e come scrisse la “Rivista di Studi Corporativi” nel corso della sua ventennale traiettoria, conclusasi proprio agli inizi degli anni ’90 quando si aprì la stagione delle privatizzazioni, della globalizzazione e della “fine della storia”. Ma le illusioni di un mondo “liscio” e senza conflitti, dominato dal mercato e dal modello americano, hanno avuto vita breve. Ecco allora che torna d’attualità lo Stato necessario, a cui è dedicato il focus di questo numero.

I saggi in apertura sono incentrati su questioni “partecipative”: in primo luogo Carlo Vivaldi-Forti ci accompagna nei sentieri del nuovo umanesimo. In seguito, Mario Bozzi Sentieri offre un documentato panorama del tema delle diseguaglianze crescenti in questi tempi L’ultimo saggio è invece di carattere prettamente storico: la partecipazione nel pensiero di Charles Péguy, firmato dalla brillante Elena Caracciolo.

Da qui, si apre il focus su Lo Stato necessario. Il primo articolo, dal medesimo titolo, è di Gennaro Malgieri, un saggio di alta filosofia politica che da Hobbes e Schmitt arriva fino a questioni di stretta attualità. In seguito Nicola Mattei e Francesco Giubilei si concentrano sui temi della politica industriale e della sovranità energetica, senza i quali nessuno Stato può costruire fondamenta solide. Gli ultimi due saggi muovono da premesse diverse e offrono quindi innumerevoli spunti di riflessione: la visione europea di Fabrizio Fratus e le analisi profonde sullo Stato-nazione a cura del Centro Studi Nova Europa.

Sul tema dello “scontro” tra tecnica e politica, il professore Lorenzo Castellani ha scritto saggi e libri fondamentali, e con grande piacere la Rivista ospita una sua intervista a cura di Flaminia Camilletti.

Una seconda intervista, curata da Sandro Righini, affronta un altro tema a lungo colpevolmente dimenticato ma oggi al centro del dibattito: la politica agricola europea, raccontata, tra luci, ombre e prospettive future, dall’economista agrario Ermanno Comegna.

L’approfondimento successivo è dedicato a Giuseppe Mazzini, di cui ricorrono i 150 anni dalla morte, ricordato nei saggi di Achille Ragazzoni e Andrea Scaraglino. Si passa poi alle rubriche che vedono Gherardo Marenghi tornare sul tema dello Stato; Gian Piero Joime completare la densa disamina (iniziata nel primo numero) su transizione ecologica e sviluppo sostenibile con attenzione particolare al territorio e al futuro italiano; un’intervista al segretario confederale Ugl Vincenzo Abbrescia sui temi del lavoro e un approfondimento di Luca Lezzi sul potere delle multinazionali e le mutazioni del rapporto tra economia e politica che caratterizzano la modernità. Dopo le recensioni e i documenti (tra cui una relazione di Luca Malcotti alla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati sulla partecipazione), il numero sullo Stato non poteva chiudersi che con Giovanni Gentile e un estratto del suo Genesi e struttura della società.

Luca Lezzi

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