“La conquista delle stelle”, l’opera prima di un Marinetti non ancora futurista

La ristampa anastatica dei primi del Novecento, periodo particolarmente fertile di idee e avanguardie per l’Italia, aggiunge agli ultimi volumi recentemente rispolverati dall’oblio “La conquista delle stelle”. Il testo che vede nuovamente la luce per la collana Riscoperte di Idrovolante edizioni rappresenta l’opera prima di Filippo Tommaso Marinetti.

Poema epico in diciannove canti, venne pubblicato per la prima volta nel 1902 ottenendo un discreto successo di critica sia in Italia che in Francia. Precedente alla fondazione del Futurismo il volume ne anticipa alcuni marchi di fabbrica come l’uso marinettiano delle onomatopee e si presenta al lettore in versi liberi con uno stile ancora vicino al tardo romanticismo e al simbolismo.

La trama si fonda su un’esperienza onirica di cui il Poeta è spettatore ovvero il tentativo da parte del Mare di conquistare le Stelle. Gli elementi fisici e naturali del mondo marino e celeste vengono personificati nei vari componenti dei rispettivi eserciti, assumendo una forma eroica ma allo stesso tempo mostruosa. L’opera è caratterizzata da lunghe e barocche descrizioni di immagini notevolmente suggestive.

Impreziosisce la nuova versione un saggio introduttivo di Filippo Del Monte, redattore della nostra testata, che definisce il libro “la rilettura marinettiana d’un modernismo onirico e simbolista, dove il poeta si fa cantore d’una nascente società estremamente competitiva, raccontandone la genesi attraverso richiami antichi” e Marinetti “l’unico esempio di poeta simbolista ottimista”.

La conquista delle stelle, Idrovolante edizioni, euro 13

Luca Lezzi

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