The Son e Yellowstone, la riscossa (televisiva) dell’America profonda

Arrivate ad anni alterni sui canali italiani di Sky le serie tv “The Son” e “Yellowstone” sono state prodotte quasi in simultanea oltreoceano.

A ben vedere il filone appare del tutto simile: un protagonista con un ricco curriculum nel mondo del cinema (Pierce Brosnan per la prima e Kevin Costner per la seconda) e un’agguerrita pattuglia di attori a creare il clan familiare e i numerosi nemici.

E’ il mito della frontiera a rivivere in questi due telefilm, forse ancor più nel prequel redatto da Taylor Sheridan intitolato 1883.

La storia di uomini in lotta fra loro per il possesso della terra o di quello che c’è sotto (la scoperta dei giacimenti di petrolio in Texas all’inizio del 1900), la nascita della proprietà privata in vasti territori che non l’avevano mai conosciuta prima e le dispute fra gruppi etnici senza strizzare l’occhio alla cancel culture, semplicemente raccontando come andò la storia in quella parte del globo.

Ecco allora emergere fra gli antagonisti i messicani non più ben visti in territori che gli appartenevano storicamente e che solo l’espansione ad ovest degli Stati Uniti gli aveva di recente sottratto o le tribù di Pellirosse con i loro usi e costumi (spesso non meno truculenti dei coloni americani).

Eppure in nessuna di queste stagioni si evince con forza l’idea di invertire ciò che è stato, di raccontare qualcosa di diverso da come andarono le cose perchè la storia deve essere questo e null’altro.

Per approfondire vi rimandiamo all’articolo pubblicato sul quarto numero della nostra rivista.

Luca Lezzi

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