Disastro centrodestra ai ballottaggi, il Pd strappa Verona, Catanzaro, Alessandria, Monza e Piacenza

Una vera e propria debacle quella del centrodestra al secondo turno delle elezioni amministrative, dopo la parziale vittoria del primo turno. Dei tredici comuni capoluogo al voto ben sette vanno al centrosinistra che conferma Cuneo e strappa le roccaforti di Verona e Catanzaro oltre ad Alessandria, Monza e Piacenza alla coalizione di Meloni, Salvini e Berlusconi tornando alla vittoria anche a Parma dopo i dieci anni di amministrazione dell’ex pentastellato Pizzarotti.

Il centrodestra si consola aggiungendo un altro comune in Toscana, quello di Lucca e confermando Gorizia, Frosinone e Barletta oltre alla popolata Sesto San Giovanni alle porte di Milano. Impediscono il “cappotto” in salsa Pd anche i civici Rapinese a Como e Frontini a Viterbo.

Di certo la bassissima affluenza ha fatto da handicap per la coalizione tra Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, un vecchio vizio quello degli elettori moderati che in concomitanza con ballottaggi in fine settimana estivi preferiscono il mare (o la montagna) al voto regalando rimonte inaspettate al nuovo “campo largo” inaugurato da Enrico Letta.

Lasciando da parte le percentuali, infatti, è possibile vedere come ovunque i candidati di centrodestra perdano consistenti pacchetti di voti (nell’ordine di diverse migliaia) persino nei rari casi in cui si affermano vedendo assottigliarsi considerevolmente il margine di vantaggio in città dove l’elezione al primo turno era stata sfiorata con percentuali vicine al 50% + 1 dei consensi.

Una sconfitta che coinvolge l’intera penisola dalla Calabria, che pure nelle ultime tornate regionali aveva premiato ampiamente i candidati di centrodestra, al Veneto e alla Lombardia oltre alla parte occidentale dell’Emilia solitamente più ricca di soddisfazioni a differenze delle rosse Reggio Emilia, Modena e Bologna.

Alla prova dei dati reali l’eventualità di una vittoria alle elezioni politiche del prossimo anno appare tutta da scrivere per i leader che si fanno forti dei sondaggi da alcuni anni a questa parte mentre la sparizione del Movimento 5 Stelle sembra aver riportato all’ovile gli elettori delusi del centrosinistra in molte regioni della penisola.

Luca Lezzi

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