Power of Rome, il docufilm sulla gloria di un impero

Un docufilm uscito nelle sale in concomitanza con il Natale di Roma, è così che si presenta agli occhi degli spettatori “Power of Rome”. Visibile da qualche giorno per gli abbonati Sky sulla piattaforma on demand e i canali Arte il film diretto da Gianni Troilo, racconta la Capitale d’Italia, ripercorrendo la nascita dell’Impero Romano.

A fare da spunto alla vicenda la ripresa della scena dell’assassinio di Giulio Cesare alle idi di marzo per mano di Bruto e dei suoi sodali con il protagonista, un eccezionale Edoardo Leo nei panni del condottiero romano, che si ribella al momento storico, reagisce e lascia il set.

Raggiunto da una collaboratrice Leo le spiega come da romano, per giunta nato il 21 aprile proprio come la sua città, abbia bisogno di capire, comprendere fino in fondo il legame con il personaggio. Non solo con quello però e così tra un saluto e l’altro dei passanti a bordo di un motorino Leo percorre via del Corso, entra per la prima volta, come tanti abitanti della capitale, al Colosseo, incontra l’imperatore-artista Nerone, Marco Antonio pronto a recitare l’epitaffio per Cesare affrontando un tema su tutti: quello del potere.

La sua ramificazione attraverso una metropoli che del potere è sempre stata simbolo e personificazione, mostrandone le stanze e i corridoi, i monumenti celebrativi e le dinamiche pervicaci. Vero fulcro di questo lavoro che è stato definito un “travelogue e visual art, costellato di ardite ricostruzioni, materiali d’archivio, brani teatrali e inseguimenti in motorino”, Power of Rome assume una dimensione prevalentemente illustrativa, didascalica, ideale per gli stranieri che troppo spesso si recano nella Città eterna senza comprenderla fino in fondo e senza nemmeno provarci accontentandosi dei “riti” turistici della monetina nella Fontana di Trevi piuttosto che della mano nella Bocca della Verità.

Un esperimento riuscito che segue quello preziosissimo che Leo ha recentemente curato su un grande artista romano scomparso nel 2020: Gigi Proietti, sintomo che anche nelle difficoltà in cui versa il cinema italiano è capace di sfornare ottimi prodotti nati da idee originali e visionarie.

Luca Lezzi

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