Il Volo dell’Aquila: l’epopea di Napoleone e la sua attualità

Napoleone Bonaparte è sicuramente un personaggio storico la cui epopea è stata raccontata e descritta in numerosissime pubblicazioni. Una di esse, uscita nel 2021 in occasione del bicentenario della morte del generale francese, è quella intitolata Il Volo dell’Aquila. L’epopea di Napoleone in cinquanta istantanee (Castelvecchi, € 10).

Firmato dallo storico e pubblicista Piero Visani (scomparso nel 2020) e da Salvatore Santangelo, giornalista, scrittore e docente universitario, il volume – anche per fare in modo che si distingua tra le migliaia dedicati a Bonaparte nel corso degli anni – ha un taglio innovativo e particolare. Gli autori, infatti, come illustrato nella quarta di copertina, hanno compiuto “un tentativo di fotografare la storia del conquistatore-amministratore attraverso cinquanta episodi che cercano non solo di ricostruire uno dei periodi centrali della modernità, ma di restituire un’atmosfera carica di passione, ambizione e smisurato coraggio fisico”.

Dalle loro pagine dunque emerge un Napoleone particolare, tessera brillantissima di un mosaico composto anche da personaggi che furono, accanto a lui, parte delle vicende esemplari di cui Bonaparte fu protagonista. Un Napoleone di luci ed ombre, che è anche un fenomeno storico, geopolitico e sociologico. E che ha decisamente vinto la sua sfida contro il tempo dato che ancora oggi desta curiosità ed interesse per tutta una serie di ragioni, tra le quali il fatto che a suo modo è stato precursore di un’idea di Europa che in quanto tale risulta continuamente messa alla prova. E non solo. Fa infatti notare Santangelo in un’intervista pubblicata su Opiniojuris.it che studiare l’epopea del generale francese è molto utile alla comprensione anche di elementi legati alla modernità, come per esempio il rapporto del capo con le masse e la capacità di reagire alle sconfitte.

A proposito poi della genesi del libro, nella già citata intervista Santangelo spiega che lui e Piero Visani hanno sempre “condiviso una grande passione per l’epopea napoleonica ed è stato naturale immaginare di dare una concretezza a questo percorso”, scegliendo un originale “approccio cinematografico e visivo delle nostre scritture”. Senza contare che tale impostazione potrebbe essere molto utile “per avvicinare un pubblico più giovane, abituato a questo tipo di rappresentazioni”. Il libro inoltre, a fronte della prematura scomparsa di Visani, vuole essere anche – dice ancora Santangelo – “un tributo alla sua memoria e alla nostra amicizia”. Un tributo, ci sentiamo di dire, tanto affascinante quanto meritoriamente coinvolgente.

Cristina Di Giorgi

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