Come avanzano i russi in Ucraina? Un commento

Se si osserva la mappa della guerra russo-ucraina, si può valutare come da qualche giorno i Russi abbiano optato per rapide avanzate in profondità (questo nell’area di Kiev è evidente), spesso non curandosi di occupare stabilmente le città che incontrano lungo il cammino, per arrivare quanto prima a raggiungere un obiettivo considerato – a torto o ragione – strategico.

È il caso del “serpentone” tracciato dalle marce russe sul fronte nord, lungo la linea Konotop-Bakhmach-Kozelets-Bobrovytsia-Makiivka-Nova Basan’-Peremoha, a pochi chilometri da Brovary, centro vicinissimo a Kiev e suo contrafforte difensivo. Ecco, di tutte le città nominate, i Russi non ne hanno occupata nessuna, anzi, esse risultano ancora oggi “contese” e questo indica che non siano obiettivi importanti ma solo “ostacoli” lungo la marcia che i comandanti moscoviti possono (o debbono, a volte) “aggirare” con una certa fretta.

Ma nessuno di questi “serpentoni” risulta essere una marcia nel vuoto. Ogni movimento delle forze russe ha come scopo o quello di chiudere il nemico entro sacche da cui sarà impossibile – o difficilissimo – uscire senza rischiare un bagno di sangue che, per condizioni d’inferiorità oggettiva, gli Ucraini non possono permettersi; o quello di arrivare in fretta e furia verso una delle città-simbolo della guerra, su tutte la capitale Kiev, la cui conquista ha un retroterra sia militare sia politico di cui tener conto.

Specie in questa fase del conflitto, nella quale i negoziati, pur trascinandosi stancamente, ci sono, è necessario per Mosca ottenere un vantaggio concreto a livello di conquiste territoriali per poter portare al tavolo delle trattative un maggior peso ed un superiore “potenziale di ricatto” nei confronti di Kiev.

L’unica avanzata in profondità che (apparentemente) non si spiega è quella condotta sul fronte sud, da Kherson (ma sarebbe più corretto dire dal piccolo centro di Antonivka) alla periferia di Voznesensk, verso nord-ovest, lontano dall’asse stradale che porta dritto ad Odessa ma anche dalle città della fascia costiera. Quella di Voznesensk potrebbe essere la punta più avanzata della manovra a tenaglia russa che si svilupperebbe se e solo se si tentasse effettivamente uno sbarco ad Odessa e se esso risultasse vittorioso in tempi brevi. Ma anche a quel punto occorrerebbe vedere in che direzione l’armata russa voglia spingersi: se a nord con l’obiettivo di coinvolgere attivamente la Transnistria nel conflitto e penetrare nei territori non russofoni dell’Ucraina o se attuare una torsione verso est e puntare su Dnipro, palesando quindi l’obiettivo strategico della conquista dei territori ad oriente del Dniepr.

Qualora uno sbarco russo ad Odessa non avvenisse, la marcia arrestatasi a Voznesensk potrebbe essere o una semplice azione di disturbo – un bluff per buona sostanza – o un qualcosa la cui natura non emergerà fino alla conquista di Pervomaisk (passando per la centrale nucleare di Yuzhnoukrainsk), città da cui ancora una volta i Russi potrebbero scegliere se andare verso ovest o ad est su Kropyvnytskyi, città già oggetto di bombardamenti e “porta” del bacino occidentale del Dniepr.

di Filippo Del Monte

Redazione

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