Roma: il patriota Mauro Macchi sfrattato dal Verano

Le aree monumentali dei Cimiteri, in particolare quelle estese come al Verano di Roma, ospitano sepolcri di grandi italiani, che hanno un valore notevole sia dal punto di vista artistico sia sotto l’aspetto storico. Un patrimonio, dunque, che andrebbe tutelato e valorizzato.

Ecco perché desta scalpore la notizia secondo cui potrebbe essere presto revocata la concessione relativa alla tomba che ospita i resti di Mauro Macchi, patriota risorgimentale milanese. Sulla recinzione che la circonda, infatti, è affisso un avviso che titola “Manufatto in stato di abbandono”. E che prosegue rendendo noto che decorsi 120 giorni dall’apposizione dello stesso (che risale al novembre 2021), i Cimiteri Capitolini appunto revocheranno la concessione. Quindi a marzo il monumento funebre potrebbe non esserci più.

Molte e sdegnate, in proposito, le reazioni di associazioni e cittadini. Tra i primi a denunciare il fatto Marco Valerio Solia, che sulla sua pagina facebook ha pubblicato un post sdegnato: “Mauro Macchi è stato un esponente tutt’altro che secondario del nostro Risorgimento. Finì più volte nelle prigioni austriache e fu anche costretto a diventare esule. Da sempre attivo per i diritti degli operai e dei maestri, fu anche giornalista di primo piano e parlamentare” scrive Solia. Che conclude: “Roma sembrerebbe voler far sloggiare i resti di un grande italiano. Fermiamo questo scempio!”.

Lo stesso Solia, insieme ad Enrico Luciani (Associazione Amilcare Cipriani e Comitato Gianicolo), ha poi diffuso un comunicato in cui si sottolinea come sia “indecoroso che una figura storica come quella di Mauro Macchi possa finire dimenticata e abbandonata dalle Istituzioni. Qualora non fosse possibile rintracciare eventuali discendenti o eredi, è giusto che il Comune si faccia carico delle spese per rinnovare la concessione. Un patriota e democratico come Macchi non può subire un oltraggio simile, che – conclude la nota – arrecherebbe disonore alla nostra Città”.

Cristina Di Giorgi

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