La chiesa di Bergoglio e la crisi della contemporaneità

Indubbiamente il nuovo millennio è caratterizzato da profondi mutamenti, grandi trasformazioni ed imponenti accelerazioni storiche tanto da poter sbalordire anche lo stesso Jules Michelet. Fu proprio lo studioso francese ad intuire, grazie ad una sensibilità storica non comune, come le accelerazioni fossero un elemento caratterizzante della storia contemporanea, eppure, con ogni probabilità oggi si stupirebbe dell’eccezionale velocità delle stesse. Infatti viviamo in un mondo in continuo ed inarrestabile divenire dove i processi economici, scientifici, sociali, religiosi e quindi storici si susseguono a ritmi impressionanti quasi non consentendo di cogliere l’inizio e la fine di un processo.

Proprio tali fenomeni aiutano a meglio comprendere la complessa struttura della società liquida e lo spazio puntillistico di Bauman. Banalizzando al massimo il pensiero dell’ottimo sociologo polacco il tempo nella società liquida non ha né “prima” né un “dopo” esso è quasi totalmente scollegato, poiché il tutto si sviluppa in uno spazio temporale assolutamente breve. Questi fattori hanno condizionato e condizionano fortemente la società attuale colpendo con energia e forza tutti quei elementi e processi di continuità culturale, storica e religiosa poiché in antitesi con le attuali dinamiche. Lo stesso sistema economico svolge un ruolo fondamentale per tale processo sgretolatore. Heidegger sosteneva che l’assenza di Patria diviene un destino storico universale, ossia l’uomo estrapolato dalle sue radici diviene massimamente numerabile e quantizzabile e quindi sfruttabile economicamente.

Questa lunga, ma indispensabile premessa ci consente di cogliere alcuni aspetti fondamentali del nostro mondo attuale e quindi meglio comprendere quanto sia difficile dar seguito ad un sentimento religioso che per sua natura non vive di accelerazioni storiche, in spazi puntillistici, di società liquida e tantomeno è sradicabile. Anzi proprio il sentimento religioso, in particolar specie quello proveniente dalla secolare Tradizione giudaico-cristiana è la profonda, meravigliosa, perfetta antitesi di questi processi. Per cui non stupisce come nell’attuale secolo, così fortemente caratterizzato da questi processi, proprio le religioni provenienti dalla cultura giudaico-cristiana siano oggetto di attacchi sfrenati e violenti e spesso scomposti sia all’interno della stessa società religiosa che fuori. Proprio il mondo Cristiano ed in particolar modo quello Cattolico sembra aver sofferto maggiormente queste mutazioni sociali ed economiche.

La fragilità della Chiesa di Pietro (oggetto del 9° numero de Il Guastatore), impegnata in lotte intestine, parcellizzata in micro e macro poteri, al momento s’è dimostrata incapace di gestire ed essere protagonista di queste trasformazioni lasciando il credente in uno stato di grande confusione e perplessità. L’unica contromisura adottata è quella di essere parte, anche un po’ passiva delle mutazioni in corso, senza però essere capaci d’imprimere il proprio marchio e condizionarla. Per cui abbiamo assistito ad una Chiesa impegnata a rincorrere un mondo giovanile, ad inseguire i mass media a fare campagne acquisti nella speranza di aumentare il proprio gregge facendo aperture anche macroscopiche ad altre confessioni. Ma i giovani non vanno rincorsi, vanno guidati ed educati così come i media ed è certo che con i fratelli delle altre confessioni bisogna ragionare senza fare pericolose e spesso inutili aperture. Indubbiamente come sosteneva Ovidio Omnia mutantur, nihil interit, ma il punto è proprio in cosa stia mutando la nostra Chiesa.

Non tutto il suo popolo è contento di questa confusa deriva, infatti possiamo affermare che la Chiesa di Pietro negli ultimi anni ha registrato una continua ed incessante fuoriuscita di molti credenti che delusi dal nuovo “approccio” hanno preferito cercar conforto in altre confessioni più vicine al loro sentire come la Chiesa Ortodossa. Certo la presenza in vita di due Papi non ha aiutato, anche perché non tutti i cattolici sono esperti di diritto canonico. L’incapacità di agire direttamente sui mutamenti in corso che come già sostenuto sono quasi in antitesi con il mondo cattolico, la rincorsa al mondo mediatico oltre che ai numerosi scandali sono solo alcuni dei tantissimi problemi della Chiesa. Per poi non parlare di come la chiesa ultimamente stia portando in modo maldestro e nascosto una vera battaglia contro la sua Tradizione.

Fu proprio la Tradizione (con la “T” maiuscola) a determinare la grande differenza tra il mondo protestante e la Controriforma Cattolica. Con il Concilio di Trento s’attuarono tutta una serie di migliorie come i Sinodi, l’obbligo di visita dei vescovi e via discorrendo che non solo rafforzarono l’istituto religioso, ma portarono la chiesa ad essere un po’ più vicina alle sue antiche origini. Una scelta certo non ripetuta durante il Concilio Vaticano Secondo. Forse è giunto il momento d’avere il coraggio di riformare la Chiesa di Pietro facendola più povera, meno numerosa, più coraggiosa e sicuramente più santa, insomma quella chiesa tanto voluta e auspicata dal pontificato di Giovanni Paolo e di Benedetto.

di Alessandro Mazzetti

Redazione

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