E se davvero la terra fosse piatta?

Risparmiateci la fatica di dover seriosamente smentire quella che nel titolo altro non è che banale provocazione. In tempi di scientismo dogmatico l’asserzione sarebbe oltremodo passibile di Inquisizione, e non ci va di insistere troppo su tali (non) questioni, nè ci va di buttare nel cesso qualche millennio di conoscenze astronomiche che hanno reso “sapiens” il genere umano (con significative eccezioni ad ogni latitudine). Ci chiediamo soltanto se sia possibile trovare le parole per esprimere lo smarrimento che proviamo, in questa sospensione del tempo attraversata da vertiginosi cambiamenti. Se sia possibile restituire le domande che ci poniamo, immersi in quello che Diego Fusaro ha con efficacia chiamato “lockdown cognitivo”, con la sensazione che ci sveglieremo da quest’incubo in un mondo trasformato e da trasformare. Bello, stimolante, eccitante persino, ma mai come oggi così carico di angosce.

Prendete il c.d. Green Pass, che dal 6 agosto stabilirà anche in Italia chi può e chi non può, chi sì e chi no, chi è ok e chi sarà ko. Capite come la prova, sinistramente annunciata dal monito “se non ti vaccini ti ammali, contagi gli altri e muori”, costituisca molto più che un inasprimento normativo. Con inconsapevole leggerezza si affronta una nuova discriminazione di una categoria di persone come se in gioco non ci fosse invero la tenuta civile, prima che democratica, di una nazione. Ma dal momento che il vaccino assume l’aurea di un vero e proprio simbolo mistico, accompagnato da un furore adulatorio da parte delle masse forse senza precedenti nella storia dell’uomo, non può destare stupore lo stesso carattere “sperimentale”, quindi ancora oggetto di dibattito scientifico, del “sacro siero”. Con le conseguenze che si possono prevedere, del tutto ignorate da una società che da tempo ha smesso di “servirsi della propria intelligenza”, come esortava il povero Kant, padre dell’Illuminismo, esso solo relativamente colpevole della deriva autoritaria e paternalistica del potere neoliberale odierno.

L’indegna pratica ricattatoria del certificato verde svela in ultimo la mistificazione operata dal nuovo ordine terapeutico: hanno trasformato la società in una clinica, i cittadini in pazienti sottomessi a prescrizioni mediche corrispondenti ad altrettante norme repressive. La politica parla ormai il lessico della medicina e traduce norme mediche sul piano politico, per mezzo di virologi-star assurti a nuovi oracoli del sapere e fautori di salvezza. Il suddito della nuova società dev’essere sempre pronto a esibire i propri certificati “in regola”, siano essi i “pass vaccinali” o i “tamponi negativi”. Diritti e libertà li ha persi, sequestrati in nome della difesa della “nuda vita” (Agamben).

Nuova società e nuovi “diritti”. Nuova normalità e vecchissime discriminazioni. Come hanno ricordato due filosofi, Massimo Cacciari e Giorgio Agamben, in una lettera uscita in questi giorni: “Il bisogno di discriminare è antico come la società, e certamente era già presente anche nella nostra, ma il renderlo oggi legge è qualcosa che la coscienza democratica non può accettare e contro cui deve subito reagire”.

P.S.: la terra è sempre stata rotonda.

di Gianluca Kamal

Redazione

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