Comunali, la scelta civica manda in fibrillazione la destra partenopea

Le elezioni amministrative si confermano un passaggio non facile per il centrodestra italiano, ben prima dell’appuntamento con le urne. Le difficoltà ad individuare candidati adeguati per la guida dei principali comuni chiamati al voto autunnale e la tentazione di ripiegare su candidati civici – in qualche caso addirittura rinunciando ai simboli di partito – provocano inevitabilmente fibrillazioni e nuove divisioni in uno schieramento che, seppur nettamente maggioritario a livello nazionale nelle intenzioni di voto, sui territori stenta a trovare la giusta quadra. Dando così l’impressione – e spesso non solo di impressione si tratta – di avere ancora grandi limiti in materia di classe dirigente locale.

Un caso esemplare è quello napoletano: dopo la fallimentare esperienza – durata ben dieci anni! – della sindacatura descamisada di Luigi De Magistris, il centrodestra partenopeo non è riuscito ad individuare un proprio esponente da candidare alla guida di Palazzo San Giacomo, finendo per convergere sul civico Catello Maresca (nella foto), fortemente sponsorizzato dal leader leghista Matteo Salvini. Una convergenza non indolore, considerato il niet ai simboli di partito che in un primo momento era arrivato  dall’aspirante primo cittadino. Posizione poco gradita in particolare a Fdi, che era arrivata ad ipotizzare la candidatura di Sergio Rastrelli. Il vertice romano di ieri ha portato, infine, all’accordo sul nome di Maresca, che avrebbe fatto un passo indietro sulla presenza dei simboli di partito fra le liste che lo sosterranno.

Tutto risolto per il meglio? Non proprio, considerato che ampi settori della destra sociale napoletana si sono schierati apertamente contro il sostegno alla candidatura del magistrato antimafia, giudicando fumoso il progetto politico che dovrebbe portarlo alla conquista del Comune. Alla classe dirigente del centrodestra – e della destra in particolare – vengono imputate “scelte di scarso spessore culturale e politico” (qui la nota integrale ed i firmatari), mentre il candidato individuato dalla coalizione viene definito come “persona non coerente con quel patrimonio di battaglie e di visioni prospettiche (della destra napoletana, nda) se non addirittura contraddittoria”. La lontananza politico-ideale di Maresca dal centrodestra, prima ancora che dalla destra, è del resto cosa ben nota.

Un viatico, questa bocciatura da parte della destra sociale partenopea, non particolarmente incoraggiante per il candidato che dovrebbe provare a strappare il capoluogo campano ad una sinistra che, nelle sue molteplici incarnazioni, lo governa ormai da tempo immemore.

Clemente Ultimo

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