La rinuncia di Joseph Ratzinger nel libro-inchiesta di Francesco Boezi

Si intitola “Ratzinger. La rivoluzione interrotta” (Ed. La Vela 2018 – 15€, 216 pagine) l’agile volume in cui Francesco Boezi si propone di dare una risposta alla domanda che tutti si sono posti quando Benedetto XVI ha lasciato il soglio pontificio. Perché lo ha fatto? Stando alle parole dello stesso papa, il motivo è l’età avanzata. Di fronte ad un evento così straordinario però, molti si sono chiesti se in realtà ci fossero altri perché non espressamente dichiarati.

Boezi nel suo lavoro si è occupato di quest’elemento, ma ha anche tracciato un esauriente quadro del pontificato di Ratzinger nel suo complesso. E lo ha fatto intervistando quattordici personalità laiche “che – si legge nella quarta di copertina – interpretano e rileggono papa Benedetto attraverso una convinzione comune: i 2864 giorni di Ratzinger al soglio di Pietro hanno rappresentato, data l’intensità teologica e culturale, una fase storica per la Chiesa cattolica. Tanto che il pensiero e l’opera di Ratzinger continuano a essere poste al centro del dibattito pubblico”.

Dunque perché il papa tedesco si è dimesso? L’autore del libro spiega in un suo commento pubblicato su Il Giornale di “non credere alla tesi del complotto. Tendo a fidarmi di Ratzinger in ogni caso. Il papa ha dichiarato di aver rinunciato per l’avanzare dell’età. Credo che abbia detto la verità. Certo, è emerso come nella Santa Sede esistessero frizioni. Qualcuno, nel libro, parla di lupi, cioè degli oppositori di Benedetto XVI durante la sua permanenza al soglio di Pietro. La mia sensazione è che il papa fosse troppo stanco per governare una Chiesa così disunita. Le tesi sulla rinuncia sono molte e nel libro edito da La Vela trovate tutte quelle plausibili.

Verrà fuori, poi, come quella del tedesco sia stata un’elezione poco condivisa. La maggioranza che ha eletto l’ex prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede? Meno solida di quelle che di solito si palesano in Conclave. Abbiamo raccontato anche questo basandoci sul famoso diario segreto di un cardinale rimasto tutt’ora anonimo”. Con la prefazione di Ettore Gotti Tedeschi (che è anche uno degli intervistati) e un capitolo illustrativo del conclave del 2005, il libro di Boezi indaga anche sull’esistenza, soprattutto da parte dei fedeli, di una certa nostalgia per papa Benedetto XVI che, dice l’autore, “si è guadagnato una posizione emerita nel cuore dei fedeli”, che “cercano con insistenza notizie sul papa emerito”. Il quale, tra l’altro, molto probabilmente non è stato correttamente raccontato dalla stampa neoliberal. Questo libro dunque, pubblicato tre anni fa ma ancora di sicuro interesse, “vuole anzitutto restituire al Santo Padre una narrazione veritiera e coerente”. E magari dare anche qualche risposta.

di Cristina Di Giorgi

Redazione

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