Lega e Forza Italia: pesi piuma al governo

Un compromesso al ribasso sulla rottamazione delle cartelle esattoriali – in massima parte crediti di fatto inesigibili dallo Stato, ormai -, una sostanziale incapacità di tutelare efficacemente lavoratori autonomi ed appartenenti alle professioni ordinistiche, e – più di tutto – l’accettazione dell’impostazione “chiusurista” del governo Draghi nella gestione dell’emergenza (dopo un anno?) Covid, in piena e perfetta continuità con la fallimentare esperienza del governo Conte II.

È decisamente deludente il bilancio delle prime settimane di governo per le componenti del (fu) centrodestra che hanno scelto di entrare a far parte dell’esecutivo di “salvezza nazionale” guidato dall’ex presidente della Bce. Lega e Forza Italia, infatti, sembrano incapaci di incidere realmente nelle scelte dell’esecutivo, pur potendo contare su rappresentanze ministeriali – e gruppi parlamentari – tutt’altro che insignificanti. Chi sperava che l’ingresso di azzurri e leghisti sarebbe riuscito a bilanciare i nefasti effetti del duo “Speranza & Franceschini” oggi deve fare i conti con un’amara realtà: per scelta o incapacità il centrodestra governista non incide minimamente sulle scelte fondamentali per la gestione della crisi italiana.

La conferma più evidente di questa irrilevanza di fatto all’interno della maggioranza è arrivata sul tema delle chiusure dopo la Pasqua: la linea aperturista della Lega – Forza Italia non pervenuta – è stata gelidamente respinta al mittente da Draghi. Con buona pace degli inutili – e ormai francamente noiosi – post sui social di Matteo Salvini. Degli azzurri, come accennato, nessuna notizia: del resto l’essere riusciti ad evitare l’implosione di Forza Italia – tentata in una sua componente non irrilevante di correre comunque al governo, a prescindere dalla decisione unanime del partito – sembra essere un risultato più che soddisfacente per gli azzurri. Per di più accompagnato da un rientro nei palazzi ministeriali tutt’altro che scontato nei mesi scorsi.

A completare la panoramica sul (fu) centrodestra c’è poi da considerare la posizione di Fratelli d’Italia, unica forza ad aver scelto di collocarsi all’opposizione. Scelta che premia nei sondaggi – ma l’esperienza renziana dovrebbe aver insegnato quanto questi consensi virtuali siano effimeri -, ma che rischia di confinare il partito nell’angolo dell’irrilevanza politica per un paio d’anni. Rischio aggravato dalla tentazione dei meloniani di fare spesso ricorso a richieste di provvedimenti di forte impatto mediatico, ma di fatto concretamente inattuabili. Un esempio? La reiterata richiesta di blocco navale delle coste libiche per fermare l’immigrazione: un atto che numerosi esperti di diritto marittimo ed internazionale hanno chiaramente evidenziato essere contrario alle previsioni del diritto internazionale.

Insomma, se Atene piange, Sparta non ride: se ne facciano una ragione gli oppositori “da destra” del Conte II e del Draghi I.

Clemente Ultimo

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