Il delitto Paty: un’orrenda morte scaturita dalla menzogna

Terribili quanto agghiaccianti sono le nuove evidenze riguardanti il caso Paty (foto), il professore francese decapitato all’uscita di scuola da un terrorista ceceno, nell’ormai scontro aperto tra islamismo e Occidente che percorre e terrorizza la Francia. Riportiamo la cruda ma quanto mai esplicativa sintesi comparsa su diversi quotidiani italiani*, utile ed essenziale spunto per una riflessione più profonda sulla tutela della civiltà e dell’identità occidentale. Mentre si stagliano – a tratti prepotenti – le istanze di pluralismo, nell’essere le stesse sempre più ammantante di ideologie, presto è chiaro come ad avere la meglio sia – infine, il volto del terrore che non ammette alterità.

“L’alunna che accusò Samuel Paty di averla fatta uscire dalla classe, in quanto musulmana, prima di mostrare le caricature di Charlie Hebdo, mentì. Disse al padre quella bugia – all’origine della decapitazione dell’insegnante ad opera di un terrorista di origine cecena – perché non voleva confessargli che lei in classe non ci aveva neppure messo piede, come molte altre volte. Non voleva deluderlo: soffriva terribilmente la sorella gemella, che a scuola era sempre presente e andava molto meglio di lei. Dieci giorni dopo, in seguito alle proteste del padre della ragazzina, alle pressioni degli ambienti islamisti, Paty, 47 anni, fu decapitato all’uscita dalla scuola. La ragazzina, che ha 13 anni e frequenta la terza media, ha confessato tutto davanti agli inquirenti – riporta Le Parisien – quando, oltre un mese dopo l’assassinio dell’insegnante, fu fermata per falsa denuncia e lungamente interrogata dal giudice dell’antiterrorismo. A lui confessò che in classe non c’era mai andata alla scuola di Conflans-Sainte-Honorine, nella banlieue di Parigi. «Non ero presente il giorno delle caricature» ha ammesso ricordando bene quel 6 ottobre, quando Samuel Paty propose ai suoi allievi la lezione «Situazione di dilemma: essere o non essere Charlie»”.

di Mariangela Cirrincione

*ad esempio su La Stampa del 7 marzo 2021

Redazione

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