Daniele Massa: una giornata in ricordo delle vittime delle marocchinate

Alla fine del mese di gennaio il consiglio comunale di Ceccano (FR) ha approvato la mozione che indica nel 18 maggio la data che celebra la “Giornata in memoria delle vittime delle Marocchinate”. L’amministrazione si è inoltre impegnata ad individuare un luogo da intitolare alle donne e agli uomini che subirono le violenze delle truppe coloniali francesi. I crimini delle truppe francesi contro i civili italiani iniziarono con lo sbarco in Sicilia nel luglio 1943, proseguirono in Campania e nel Lazio raggiungendo l’abisso della propria brutalità nella provincia di Frosinone. Il Guastatore ha voluto intervistare il promotore di questa importante iniziativa, Daniele Massa consigliere di Fratelli d’Italia nel Comune di Ceccano.

Innanzitutto complimenti per questo lodevole progetto teso alla riaffermazione della verità storica, com’è nata questa iniziativa?

Vi ringrazio. Questa iniziativa è figlia di un percorso sul recupero della memoria che parte da lontano e che io ho avuto l’onere e l’onore di portare avanti insieme alla nostra comunità guidata dal Senatore Massimo Ruspandini. Tante conferenze e manifestazioni in ricordo di queste vittime organizzate negli anni, non potevano che concretizzarsi in questo modo oggi che ho la fortuna di essere il consigliere comunale più giovane della mia città. Nello specifico della delibera approvata in consiglio comunale c’è stata una forte collaborazione con l’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate che in questo senso sta svolgendo un lavoro importante su tutto il territorio nazionale e che ringrazio nella persona del presidente Emiliano Ciotti.

Una famosa pellicola del passato come “La Ciociara” (in foto) ha contribuito a far conoscere la tragedia delle marocchinate ad un ampio pubblico, quanto questa tematica è ancora sentita dalla popolazione locale?

Le emozioni che suscita sono ancora forti. Possiamo considerarla una ferita aperta.

Omicidi, crimini di guerra, violenza di genere, stupri di massa, analogamente alla tragedia delle Foibe in Istria e Quarnaro, dopo le atrocità perpetrate dai coloniali francesi le donne e gli uomini ciociari hanno subito la violenza del silenzio storico. Com’è potuto accadere?

C’è stato innanzitutto il silenzio di molte vittime che per pudore o per vergogna preferirono non denunciare le violenze subite. Il silenzio storico invece ha tutto il sapore dell’ingiustizia. Questo vuol dire “la storia la scrivono i vincitori” e questo è quello che dei cosiddetti “liberatori” non si poteva raccontare; qui è grande la responsabilità politica.

Dunque dopo il 10 Febbraio, il 18 Maggio, un’altra data che rompe un colpevole silenzio e celebra la memoria di tanti connazionali vittime di violenze, quali saranno gli sviluppi futuri in merito a questo progetto?

A Ceccano dal prossimo anno partiremo con progetti nelle scuole e, covid permettendo, continueranno le nostre conferenze e manifestazioni su tutto il territorio provinciale.

L’obiettivo, che è quello dell’ANVM, è avere un riconoscimento a livello nazionale su questa giornata della memoria. In realtà è stato proprio il Senatore Ruspandini a presentare in Senato un DL per istituire una Commissione d’Inchiesta e per istituire il 18 maggio come giornata nazionale in ricordo delle vittime delle marocchinate, proposte purtroppo bloccate dalla burocrazia e dal politicamente corretto; l’obiettivo quindi è quello di partire dal basso, proprio dai comuni come Ceccano, per arrivare poi in alto e avere finalmente giustizia per queste nostre vittime.

di Guido Santulli

Redazione

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