Blm, l’Italrugby vince la sfida al politicamente corretto

La passione azzurra per il rugby è notoriamente povera di gioie sportive legate ai risultati che il XV della palla ovale riesce a portare a casa. Reduce da ventotto sconfitte consecutive nel prestigioso torneo del Sei Nazioni sabato a Twickenham l’Italrugby pur fornendo una prova al di sopra delle aspettative si è dovuta inchinare allo strapotere fisico di un’Inghilterra campione in carica che seppur arrugginita dalla sconfitta rimediata sette giorni prima, sempre in casa, con la rivalissima Scozia ha ritrovato la facilità di andare in meta e aggiudicarsi l’incontro.

Inchinatisi nel punteggio, un 41-18 finale ben troppo largo a dire il vero per quanto avevano mostrato gli ottanta minuti di gioco, ma non ad inizio gara.

La follia senza senso del politicamente corretto, infatti, dopo aver contagiato il basket e il calcio, forse gli sport di squadra maggiormente seguiti a livello planetario, e il football americano si è allargata a macchia d’olio anche al rugby. Così ad inizio gara molti degli atleti titolari in maglia bianca si sono inchinati in segno di solidarietà al Black Lives Matters, il movimento che negli Stati Uniti sta esprimendo una campagna d’odio rivolta ad ogni ambito della vita avendo fin da subito scavalcato la sfera pubblica per entrare in quella privata.

Dalle manifestazioni violente con cui si cercava di impedire fisicamente ai supportes di Donald Trump di prendere parte ai suoi comizi all’abbattimento di statue e monumenti storici negli Usa come in Gran Bretagna fino alle aggressioni per strada a chi seduto ad un tavolino di un bar si rifiutava di alzare il pugno o affermare la propria adesione al movimento con parole di odio e disprezzo verso l’operato di Cristoforo Colombo piuttosto che di Abramo Lincoln il Blm si è posto alla ribalta internazionale.

Detto che non tutti gli uomini in maglia bianca si sono inginocchiati la foto della settimana è stata quella della squadra italiana che in maniera compatta si è rifiutata di aderire a questo diktat restando saldamente in piedi nonostante anche fra i suoi membri figurino diversi oriundi.

Una prova di coraggio e di sfida, decisamente vinta, al politicamente corretto. Battuta da una formazione più forte e attrezzata nella competizione ma non vinta nell’onore ecco l’immagine dello scorso fine settimana della nostra nazionale.

Luca Lezzi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto