Ballottaggi 2020, centrodestra vittima del calo di votanti e di candidature sbagliate

E’ una vecchia malattia quella che ha colpito la coalizione di centrodestra ai ballottaggi per le elezioni comunali. Come spesso, fin troppo, succede i partiti guidati da Matteo Salvini, Giorgia Meloni e, per procura di Silvio Berlusconi, Antonio Tajani hanno pagato scelte e candidati sbagliati e non sono riusciti a mobilitare nuovamente il proprio elettorato a distanza di quindici giorni dal primo turno.

Le sconfitte patite a Chieti, strappata dal centrosinistra, Lecco, per soli 31 voti, e Matera, unico comune capoluogo di provincia ad andare al Movimento 5 Stelle, rendono il bilancio chiaro e negativo.

Spesso i voti di lista superano quelli al candidato sindaco che se non riesce a chiudere la partita alla prima tornata incappa nel ribaltone nonostante i molti punti di vantaggio.

Il problema si apre principalmente sul fronte meridionale dove la Lega non è ancora in grado di dare il proprio apporto trainante e non è sopperita né dalla decadente Forza Italia né da Fratelli d’Italia i cui dati territoriali appaiono abbastanza ballerini e per nulla omogenei da territorio a territorio.

In questo modo Puglia e Campania hanno finito per abbracciare giunte comunali di centrosinistra in lungo e largo e anche dove recentemente si erano ottenuti buoni risultati, come in Basilicata e Calabria sia alle regionali che alle amministrative, il Partito Democratico ottiene conferme importanti.

Su tutte quelle di Giuseppe Falcomatà (in foto) a Reggio Calabria, senza dimenticare che anche al Nord l’impresa nel popoloso comune di Legnano, in provincia di Milano, e al Centro con la simbolica vittoria in Toscana di Cascina, dove era uscente la leghista candidata alla Regione Susanna Ceccardi, permettono di compensare le sconfitte patite ad Arezzo e Voghera.

Buone notizie per i sovranisti giungono solo dal feudo veneto dove Castelfranco e Portogruaro si aggiungono a Venezia e dalla conferma della svolta marchigiana con la vittoria di Senigallia, comune che fa il pari con Cascina dato che l’uscente Maurizio Mangialardi del Pd era uscito sconfitto quindici giorni fa nella corsa per la Regione.

Salvo nuove implicazioni legate al Covid-19 le amministrative 2021 sono più vicine di quanto si pensi e il centrodestra appare nuovamente in ritardo nella ricerca di candidati credibili che siano espressione del territorio, senza questo presupposto le sfide di Torino, Milano, Roma e Napoli appaiono all’orizzonte come montagne impossibili da scalare.

Luca Lezzi

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