Comunali 2020, qualche riconferma e molti ballottaggi

In concomitanza con il Referendum sul taglio dei parlamentari e il voto per il rinnovo di sette consigli regionali si è svolto quello per alcuni comuni sparsi lungo lo Stivale.

L’analisi non può non tener conto della disomogeneità geografica, e non solo, delle amministrazioni al voto ma permette di veder consolidate alcune tendenze.

Tra i comuni capoluogo di provincia la riconferma al primo turno ha riguardato solo Trento, Trani e Mantova per la coalizione guidata dal Pd e Venezia, con Luigi Brugnaro (nella foto), per quella di centrodestra. Strappando al primo turno Macerata i sovranisti danno seguito alla vittoria, la prima, per la guida della Regione Marche e portano perfino al ballottaggio Senigallia, dove l’uscente era proprio il candidato dem alla presidenza regionale Maurizio Mangialardi.

Della difficoltà nel passaggio del testimone quando si prova la scalata ai vertici istituzionali è significativo anche il dato del comune toscano di Cascina, in provincia di Pisa, dove la leghista Susanna Ceccardi, sconfitta onorevolmente per il governatorato della regione rossa, dovrà attendere il secondo turno per far sì che la sua coalizione prosegua dove lei stessa aveva iniziato cinque anni fa.

A Bolzano i candidati dei due poli andranno al secondo turno con la consapevolezza che saranno gli autonomisti della Svp, giunti terzi, a determinare l’esito finale.

In Lombardia il centrodestra sfiora la vittoria al primo turno a Lecco, per ora amministrata dal Pd, confermando già i popolosi comuni di Vigevano e Cologno Monzese e portandosi in testa, in vista del ballottaggio, a Legnano e Voghera.

In Emilia-Romagna la provincia di Ferrara continua a spostarsi a destra con la riconferma a Bondeno e il passaggio di Comacchio ai sovranisti mentre Faenza e Imola restano saldamente al centrosinistra e nel comune modenese di Vignola la risicatissima vittoria, per soli 17 voti, del Pd dovrà, probabilmente, attendere un riconteggio.

Detto del significato simbolico di Cascina, in Toscana Viareggio resta al Pd mentre il centrodestra risulta in vantaggio nell’uscente Arezzo.

Sul versante adriatico a Fermo si conferma il civico Paolo Calcinaro mentre a Chieti si dovrà attendere il secondo turno col centrodestra nettamente in vantaggio.

Le difficoltà riscontrate da Raffaele Fitto alle elezioni regionali pugliesi si mostrano, per il centrodestra, in tutto il proprio aspetto anche alle comunali dove Trani si riconferma al Pd e seppur uscenti ad Andria gli uomini di Salvini, Meloni e Berlusconi restano fuori dal ballottaggio, che vedrà sfidarsi gli alleati di governo, per uno 0,3%.

Il secondo turno al sud si giocherà anche a Matera e Reggio Calabria, sfide tutt’altro che banali. In Campania, ormai regione rossa, il centrodestra spera nei ballottaggi, da cui parte in seconda fila, di Ariano Irpino (Av) e Pagani (Sa) per non restare all’asciutto dopo la sconfitta di Cava de’ Tirreni (Sa) e l’estromissione dal secondo turno del popolatissimo comune di Giugliano in Campania (Na).

Se per i 5 stelle le elezioni sul territorio hanno sempre rappresentato l’handicap principale, il Pd continua ad essere logorato nelle sue ex roccaforti mentre il centrodestra zoppica principalmente al Sud per gli scarsi risultati della Lega, non compensati dagli alleati. Pochi dati, per lo più frammentari ma sui quali in vista del prossimo anno, quando saranno chiamati al voto comuni del calibro di Roma, Milano, Napoli e Torino, anche i leader nazionali dovranno ragionare a lungo.

Luca Lezzi

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