Veneto, il primo mandato di Luca Zaia

Luca Zaia, nato a Conegliano Veneto, in provincia di Treviso, il 27 marzo 1968, dopo essere stato presentato quale candidato comune del centrodestra nel giugno 2009, si insedia ufficialmente a Palazzo Balbi (Venezia), sede del Consiglio Regionale Veneto, il 13 aprile 2010. Espressione appunto del centrodestra unito (Lega allora ancora “Nord”, Popolo delle Libertà, alcuni fuoriusciti dall’UdC di Pierferdinando Casini riuniti nella lista “Alleanza di Centro per i  territori”, la quale faceva riferimento, a livello nazionale, all’Alleanza di Centro di Francesco Pionati, più qualche altra lista minore di livello prettamente locale), non ha tuttavia mai mancato di presentarsi come uomo delle istituzioni prima che “di partito”, affermando di doversi impegnare ad essere il Presidente di tutti i veneti, soprattutto di quanti non avevano votato per lui, al fine di convincerli che a Palazzo Balbi era davvero l’uomo giusto al posto giusto.

Quella fu l’epoca del conflitto interno alla Lega tra i barbari sognanti bossiani e il cerchio magico formatosi intorno a Roberto Maroni: ebbene, il nostro seppe districarsi eccellentemente all’interno di questa matassa, affermando che, per il ruolo ricoperto (Governatore della più importante regione – allora – amministrata dalla Lega) non poteva certo contribuire a minare il già precario equilibrio interno al partito. Ma la Presidenza della Regione Veneto non rappresenta la sua prima esperienza di governo: laureato in Scienze della produzione animale presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Udine, tra il 2008 e il 2010 (rassegnò le proprie dimissioni proprio in seguito alla sua elezione a Presidente di Regione) ricoprì il ruolo di Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali nel Governo Berlusconi IV; ancor prima (2005 – 2008) era stato Vicepresidente della Giunta regionale del Veneto con deleghe al turismo, all’agricoltura, allo sviluppo montano e all’identità veneta. Ma al 1993 risale l’inizio delle sua attività politica “ufficiale”, quando venne eletto consigliere comunale per la Lega Nord in un piccolo comune in provincia di Treviso; nel 1995 è inserito nel listino bloccato del candidato leghista alla Regione Veneto Alberto Lembo, ma non verrà eletto poiché, presentatosi allora diviso il centrodestra, si insedierà a Palazzo Balbi il forzista Giancarlo Galan (per il primo dei suoi tre mandati consecutivi); dal 1998 al 2005 fu Presidente della Provincia di Treviso (appena trentenne: il più giovane presidente di provincia eletto in Italia).

Si insediò dunque alla Presidenza del Veneto con una buona dose d’esperienza alle spalle, e certo la dimostrò con l’impegno profuso nella ricostruzione post-alluvione del 2010 che ha coinvolto, direttamente o meno, circa 500.000 persone, costringendone all’incirca 5000 a sfollare nella sola provincia di Padova (tra le più colpite), per quanto (giustamente) non esentato da critiche allorquando, richiedendo al Governo centrale ulteriori fondi per la ricostruzione, affermò quei soldi fossero più utili al Veneto che non “per risistemare i quattro sassi di Pompei”.

Difensore della vita umana fin dal suo concepimento (e propugnatore di una posizione definibile “conservatrice” in materie affini, essendosi nel 2013 pronunciato senza dubbio alcuno contrario all’adozione per le coppie omosessuali), Luca Zaia si è dichiarato più volte contrario all’utilizzo e alla distribuzione della pillola abortiva Ru486, per quanto l’Agenzia italiana del farmaco gli abbia diverse volte comunicato che un Presidente di regione non può avere alcuna voce in capitolo, essendo la distribuzione della medesima regolamentata dalla legge nazionale n°194 del 22 maggio 1978.

Convinto oppositore all’utilizzo di sementi geneticamente modificate, nell’agosto 2010 giunse a “difendere” l’azione dimostrativa anti OGM di un gruppo di no-global in un campo di granturco in provincia di Pordenone, affermando essere stata in tal maniera “ripristinata la legalità naturale”.

Insomma, come in tutte le vicende umane, luci e ombre inerentemente il primo mandato Zaia; ma, evidentemente – perlomeno per buona parte dei veneti – più luci che ombre, dal momento che, risultato essere al 2012 il Presidente di regione con l’indice di gradimento più alto (oltre il 60%), venne riconfermato per un secondo mandato nel 2015, con oltre il 50% dei voti validi.

di Alberto De Marchi

Redazione

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