“Eugenie” di Andrea Cionci, tra leggenda e realtà

Un paio di forbici, un ago, un uncinetto e un ditale. Quattro piccoli oggetti d’argento apparentemente innocui che, custoditi in un cofanetto di legno intarsiato foderato di velluto, nascondono un incredibile segreto fatto di leggende antichissime e di energie magiche ed irresistibili, che si intrecciano e si dipanano con ritmi e colpi di scena del tutto particolari.

Al centro della storia c’è Eugenie, una giovane donna che entra in possesso del citato set da cucito che sembra abbia incredibili legami con le Parche/Moire/Norne, divinità mitologiche che, rispettivamente nel mondo latino, greco e norreno, si riteneva decidessero la vita e la morte di tutti gli esseri umani.

Così la protagonista racconta il primo contatto con gli oggetti che decideranno il suo futuro: “mentre guardavo quei delicati oggetti d’argento, i riflessi bluastri che si specchiavano dal velluto nel metallo, sembravano balenare per la stanza in una vertigine di raggi azzurrati”. Che influenza avranno tali strumenti di alta sartoria sulla vita della protagonista e di tutti coloro che, per vari motivi e in diverse circostanze, entrano in contatto con lei?

Non resta, per saperlo, che immergersi nella lettura del romanzo d’esordio di Andrea Cionci, pubblicato il 25 giugno da Bibliotheka edizioni ed intitolato “Eugenie”. Un romanzo che unisce amore, morte, mistero e leggenda, sogno e realtà. Un romanzo che, grazie anche ad un linguaggio semplice ma colto, curato e musicale (“Il lettore – dice in proposito Cionci presentando il suo lavoro – deve essere cullato”), accompagna il pubblico in un viaggio nel passato che però diventa anche, fornendo spunti di particolarissima riflessione, presente e futuro.

L’autore è infatti riuscito a condensare nelle sue pagine, peraltro inframezzate da bellissimi disegni illustrativi realizzati di suo pugno, una storia certamente fantastica. Che ha però numerosi agganci con la realtà. Sia quella storica, quanto a contesti e personaggi che, realmente esistiti, entrano in contatto con la giovane inventata Eugenie e sia, forse soprattutto, quella ideale, valoriale e tradizionale.

Senza aggiungere altro per non guastare, anticipando dettagli, la scoperta di una storia dalla quale, una volta iniziata, non si riesce a staccarsi, ci sentiamo senz’altro di consigliare questa piacevolissima lettura, molto adatta a far trascorrere qualche ora di relax in questa estate afosa e apparentemente tutt’altro che tranquilla.

di Cristina Di Giorgi

Redazione

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