L’avvento dell’aerocrazia

L’industria aeronautica e quella aerospaziale tornano prepotentemente sotto i riflettori mediatici, la prova di un rinnovato interesse per i cieli sta nell’eterogeneità dei settori coinvolti, dalla ricerca spaziale alle forniture militari, dalla comunicazione pubblicitaria al trasporto commerciale l’aviazione diventa sempre più protagonista.

 Il grande successo della missione Demo-2 operata da Nasa e Space X, azienda privata di Elon Musk, ha contribuito ad evidenziare i futuri interessi nell’ambito dello spazio, interessi scientifici, ma anche politici ed economici, passando infatti dall’ambito aerospaziale a quello aeronautico proprio in Italia si sono sollevate da poco aspre polemiche sulla vicenda della vendita di 24 cacciabombardieri Eurofighter e 24 aerei addestratori M346 all’Egitto.

Insomma mai come in questo periodo la “via dell’aria” è trafficata da intrecci politici ed economici, a “gonfiare” ancor di più il settore è la recentissima notizia del ritorno del dirigibile Goodyear, una delle più celebri icone nel mondo dei marchi industriali, tornerà a sorvolare l’Europa, segno di un comparto aereo competitivo anche in chiave di comunicazione pubblicitaria. Allo stesso modo è interessante osservare l’evoluzione di alcuni velivoli ibridi, metà aereo metà dirigibile, come l’Airlander 10 che è attualmente in costruzione presso Hybrid Air Vehicles (HAV) nel Regno Unito. Airlander 10 è ufficialmente il più grande aereo del mondo ed ha già superato diversi voli di prova, i vantaggi risiedono soprattutto nel decollo ed atterraggio verticale che può garantire un trasporto anche nelle zone più difficili, irraggiungibili dai normali aerei.

Infine, a dimostrazione che la “via dell’aria” sta acquistando una sempre maggiore importanza anche per quel che riguarda il nostro paese, va ricordato che in questi giorni gli F-35A dell’Aeronautica Militare appartenenti al 32° Stormo di Amendola si sono rischierati per la seconda volta in Islanda con il compito di salvaguardare l’integrità dello spazio aereo della NATO nell’ambito di un’operazione di Air Policing, denominata Northern Lightning II. Una vocazione aeronautica, quella italiana, ben tratteggiata da Paul Virilio in un suo vecchio articolo recentemente apparso sulla rivista “Andere Denken”. Virilio fa risalire l’interesse per l’aviazione del Belpaese all’influenza che i futuristi ebbero sulla politica nazionale nella prima metà del ‘900. Proprio sotto questo punto di vista il filosofo francese scrive: “L’esperienza di un primo volo permette a Marinetti, impegnato sul fronte libico nel 1912, di sperimentare in grande stile quell’odio per la terra immonda già presente nel 1909 nella sua opera Mafarka le futuriste, odio per la materia, tipico del fascismo, amore smodato per il dinamismo, per l’energetismo dell’aria, del mare, inversamente proporzionale al culto della terra caro al nazismo, culto che sfocerà nella geopolitica del Lebensraum, di uno spazio vitale assolutamente continentale.”

Dunque agli antipodi della “via dell’aria” troviamo proprio quel primato tellurocratico tanto caro al tedesco Schmitt e riproposto ai giorni nostri in chiave eurasiatica da Alexander Dugin. In special modo il filosofo russo finisce per riproporci una soluzione non troppo dissimile dal vecchio regime sovietico, non si capisce quindi perché l’Europa occidentale dovrebbe smarcarsi dal giogo talassocratico nordamericano per consegnarsi a quello asiatico, laddove Mosca è fulcro centrale mentre Roma e Londra rappresenterebbero nient’altro che una periferia geografica. Nell’ottica dei propri interessi nazionali sia il tedesco Schmitt che il russo Dugin, hanno tutte le ragioni di parteggiare per l’elemento terra, Russia e Germania infatti nel corso della storia hanno sempre dovuto difendere i propri interessi dalle cosiddette potenze marittime; ma quali vantaggi trarrebbe una penisola come l’Italia da una politica terrestre? E quali vantaggi ha invece ottenuto grazie alle politiche talassocratiche? Si pensi ad esempio alle Repubbliche marinare.

In passato Roma fu capace di trasformarsi da potenza terrestre a potenza marittima espandendosi in tutto il Mediterraneo, l’innovazione ingegneristica e la tecnologia militare furono le basi per la creazione di un Impero. Oggi, nel ventunesimo secolo, la velocizzazione dei trasporti, la dinamicità dei mercati, la simultaneità della comunicazione e finanche la verticalizzazione delle città sbarrano la strada a qualsiasi aspirazione tellurocratica,  tutto sembra presagire che la sfida più importante riguarderà l’elemento “aria”, il passaggio dalla talassocrazia a quella che potremmo definire “aerocrazia” sarà dunque il banco di prova più importante per quelle super-potenze internazionali con velleità egemoniche, d’altronde sopra la terra e sopra il mare c’è il cielo… e sopra il cielo lo spazio.  

di Guido Santulli  

Redazione

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