Italia e Mediterraneo, il nuovo numero de Il Guastatore

Crocevia di traffici in costante crescita, scenario su cui si giocano diverse e complesse partite geo-strategiche con vecchi e nuovi protagonisti, il Mediterraneo nel XXI secolo ha ritrovato una centralità da tempo dimenticata. Un dato che non è sfuggito all’attenzione delle diverse nazioni che si affacciano lungo le sue coste, e non solo: potenze come Cina e Russia si sono affacciate, o sono tornate ad affacciarsi nel caso di Mosca, nelle acque calde del mare di mezzo, mentre anche gli Stati Uniti di Trump, così concentrati sull’Asia, non smettono di guardare con attenzione alle vicende mediterranee. Unico Paese che sembra voler ostinatamente continuare a guardare verso nord – magari in direzione di Bruxelles – è quello che neal Mediterraneo è più intrinsecamente legato.

Nessuna visione di prospettiva, un sostanziale disimpegno dalle diverse partite in corso – per fortuna che c’è Eni a lavorare nello strategico settore energetico -, scarsissima attenzione per il comparto marittimo: l’Italia del Mediterraneo – e delle possibilità che offre – non ha voglia di interessarsi, salvo, al solito, in occasione di qualche emergenza. Preferibilmente “umanitaria”. È proprio su questa mancanza di visione geopolitica che si concentra l’attenzione del terzo numero de Il Guastatore, proponendo ai suoi lettori una serie di analisi e spunti di riflessione utili non solo a comprendere quel che sta accadendo nel mare di mezzo, ma anche quale sia la reale posta in gioco e quanto costi al sistema Italia l’inerzia del governo di Roma. Inerzia che prescinde – purtroppo – dal colore delle maggioranza che si alternano alla guida del Paese.  

Grazie a numerosi contributi – tra cui quelli di Marco Valle, Augusto Grandi, Adriano Tilgher – viene offerta al lettore non solo una panoramica sulle tante occasioni mancate dal Belpaese nel Mediterraneo, ma anche una riflessione sulle tante possibilità che l’Italia potrebbe sviluppare nello scenario del Mediterraneo allargato, ovvero il grande spazio che va dal Golfo di Guinea alle propaggini occidentali dell’Oceano Indiano. Una riflessione sul Mediterraneo che affronta anche aspetti meno evidenti, ma non per questo secondari: dalla complessa partita che si sta giocando nel Levante per il controllo delle risorse energetiche sottomarine, al rapporto con le ex colonie insidiato da attori come Turchia e Cina, alla presenza italiana nei Balcani, scacchiere spesso colpevolmente trascurato dalla diplomazia tricolore.

Ad arricchire il terzo numero de Il Guastatore anche articoli dedicati alla visione “euro-sovietica” di Jean Thiriart, al racconto dell’epopea fiumana attraverso i diari di alcuni protagonisti dell’impresa dannunziana recentemente ristampati, uno studio firmato da Gennaro Malgieri e dedicato alla figura di Enrico Corradini ed al mito del nazionalismo sociale.

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Redazione

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