Sorveglianza rafforzata per i conti italiani: la sorpresa del Mes “alleggerito”

Chi da ragazzino – e non solo – ha avuto la fortuna di trascorrere del tempo divertendosi nel leggere le avventure della dinastia dei paperi creata da Walt Disney sa bene che i guai per lo sfortunato, ma simpaticissimo, Paperino nascono quasi sempre da quelle clausole scritte a caratteri praticamente invisibili nei chilometrici contratti messi a punto, con spietata arguzia, da zio Paperone, vero modello del self made man nordamericano che fa delle spietate leggi del capitalismo la propria bussola. Ebbene, nel prossimo futuro ad indossare la casacca da marinaio di Paperino potrebbero ritrovarsi ben sessanta milioni di italiani.

Perché? Semplicissimo! Anche nella realtà, infatti, il diavolo ama nascondersi nei dettagli, nelle pieghe quasi invisibili della trama della storia. Nel nostro caso i dettagli sono quelli che accompagnano il testo del Mes “allegerito”. Quella gran vittoria diplomatica sbandierata ai quattro venti da Capitan Tentenna – al secolo Giuseppi – al termine dell’eurogruppo tenutosi la scorsa settimana. Partito lancia in resta per ottenere i “coronabond” – ovvero debito condiviso dai diversi Paesi dell’Unione -, Capitan Tentenna dopo aver distribuito con generosità ultimatum scivolati via nell’indifferenza, è tornato a casa senza bond, con un impegno alquanto vago – per tempi, contenuti e soprattutto modalità di finanziamento – su un Recovery Found sponsorizzato da Parigi e con il Mes.

Una vittoria italiana, spiega Giuseppi, considerato che il tanto temuto meccanismo salva-stati conquistato al termine dell’eurogruppo è “privo di condizionalità” per quella parte di risorse – 36 miliardi nel caso dell’Italia – da destinare alla spesa sanitaria. Scongiurato il pericolo di vedere la Troika insediarsi a Roma così come fatto – e con quali drammatici risultati! – in quel di Atene? Un rischio inesistente per Capitan Tentenna ed i suoi. Forse, però, come Paperino il buon Giuseppi non ha letto le clausole “scritte in piccolo”: ecco che oggi vien fuori che il Mes “alleggerito” prevede comunque una “sorveglianza rafforzata” da parte della Commissione Europea e della Banca Centrale Europea sui conti dei Paesi che richiederanno l’accesso ai fondi previsti dal meccanismo salva-stati. Una sorveglianza che, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe tradursi nella richiesta, si fa per dire, di adottare interventi strutturali – leggasi tagli e riduzione di spesa – per il sistema economico-sociale italiano.

Roma, ovviamente, tenterà di depotenziare questa clausola, ma l’ostilità dei Paesi del nord Europa renderà questo tentativo particolarmente difficile. Come se non bastasse il governo giallo-fucsia rischia di presentarsi a questa difficile trattativa più debole di quanto non fosse solo un paio di settimane fa: gli scricchiolii interni alla maggioranza diventano sempre più forti, così come l’insofferenza nei confronti del presidente del Consiglio. E questa volta a tirar calci non è solo il Pierino Matteo Renzi.

In definitiva la vittoria sbandierata da Giuseppi nelle scorse settimane ricorda sempre di più quella ottenuta da Pirro ad Ascoli Satriano: un successo che aprì le porte alla definitiva sconfitta del sovrano epirota.

Clemente Ultimo

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