L’Istria “serbo-croata”? L’Eredità sbaglia, ma poi chiede scusa

Nelle terre “di là dall’acqua”, come recitano i versi della omonima canzone della Compagnia dell’Anello, “anche le pietre parlano italiano”. Il riferimento, tanto territoriale quanto e forse soprattutto spirituale e culturale, è ovviamente all’Istria, terra rossa teatro di pagine di sofferenza e dolore ma anche di estrema dignità, di cui sono stati e continuano ad essere protagonisti i nostri fratelli ivi nati.

L’Istria dunque, le cui radici si sono trovate recentemente ad essere oggetto di una domanda del seguito quiz televisivo l’Eredità, in onda nel pre-serale su Rai 1. Peccato però che nella trasmissione (per la precisione in una domanda della puntata della stessa andata in onda il 22 marzo) la Penisola sia stata definita come “serbo-croata”.

A tal proposito il responsabile comunicazione dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Lorenzo Salimbeni (e come lui anche tanti esuli e gruppi di fiumani, istriani e dalmati), ha inviato una lettera alla redazione in cui spiega che l’Istria “non era una penisola serbo-croata, ma italiana”. A sostegno di tale precisazione, Salimbeni pone “non solo considerazioni di carattere geografico e orografico”, ma anche “lingua, cultura e tradizioni di questa provincia”. Che “attestavano la presenza di una comunità italiana autoctona”.

La missiva si conclude con la cortese richiesta di una rettifica, “per rispetto dei soldati italiani e dei volontari istriani che persero la vita onorando il Tricolore italiano nella Prima guerra mondiale, nonché nello spirito della Legge istitutiva del Giorno del Ricordo, grazie alla quale ogni 10 febbraio si ricordano le atrocità titine, le migliaia di civili e militari morti nelle foibe e nei campi di concentramento jugoslavi e l’esodo degli istriani in tutto il mondo”.

Una mappa della penisola istriana

A strettissimo giro, molto correttamente, la redazione de L’Eredità ha fatto pervenire via mail una risposta alla richiesta di Salimbeni. “Per quanto riguarda il dato storico, lei ha ovviamente ragione. La formulazione della domanda era errata. Desideriamo però anche spiegare il motivo dell’errore: la nostra domanda – si legge tra l’altro nella missiva – si riferiva all’attuale amministrazione politica croata dell’Istria (anche se una piccola parte, come i comuni di Muggia e di San Dorligo della Valle, appartiene politicamente all’Italia e un’altra piccola parte alla Slovenia), ma purtroppo, per un errore che ci è sfuggito e di cui ci scusiamo, abbiamo scritto invece ‘serbo-croata’. Non era assolutamente nostra intenzione né sminuire la realtà storica, né tantomeno mancare di rispetto a tutti coloro che, nel passato come nel presente, hanno difeso e sostenuto il Tricolore italiano”. E questo “soprattutto in questo momento difficile per il nostro Paese e per tutti coloro che, per lingua, tradizioni e cultura, al nostro Paese sono legati da un profondo rapporto di appartenenza”.

Seguono ulteriori scuse (che si chiede di estendere a tutti i membri dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) e la dichiarata impossibilità, per l’interruzione delle registrazioni della trasmissione a causa dell’emergenza Coronavirus, di provvedere alla rettifica richiesta.

L’augurio è che tale cortese e apprezzabile risposta sia soltanto un primo passo verso una auspicata maggiore diffusione, anche sulle reti televisive pubbliche, di una corretta e condivisa informazione su quanto accaduto in quell’italianissimo fazzoletto di terra oltre l’Adriatico.

di Cristina Di Giorgi

Redazione

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