Voto ad Amburgo: Cdu battuta, AfD passa per un soffio

Non conosce tregua il travaglio della Cdu: il partito della cancelliera Merkel continua ad incassare sconfitte pesanti e, soprattutto, non riesce ad individuare una linea politica in grado di tirarlo fuori dalla stagnante palude di un centrismo con lo sguardo rivolto a sinistra in cui la stessa Merkel lo ha relegato. Neanche il passo indietro della segretaria dimissionaria Annegret Kramp-Karrenbauer – travolta dallo “scandalo” di Turingia, ovvero la decisione del liberale Thomas Kemmerich – alleato della Cdu – di accettare i voti di AfD per essere eletto Ministro Presidente del Land orientale – è servito a ridare slancio al partito. Anzi, ha riaperto uno scontro interno che l’elezione di Akk, sostenuta da Frau Merkel, sembrava aver sopito.

L’ultima conferma del travaglio vissuto dalla Cdu arriva da Amburgo, dove i democristiani tedeschi incassano una nuova sconfitta elettorale. Il rinnovo del parlamento del Land ha visto la Cdu perdere il 4,7% dei consensi, attestandosi all’11,2%. Il peggior risultato mai ottenuto dalla Cdu nella città anseatica, da sempre feudo socialdemocratico. Consensi in calo anche per l’altro partito membro della grande coalizione che guida la Germania: l’Spd perde il 6,6%, ma con il 39% si conferma primo partito. Un risultato che concede una boccata d’ossigeno ad un partito che a livello nazionale si attesta intorno al 14%, avendo decisamente ceduto ai Verdi il ruolo di sinistra moderata (più o meno), almeno nelle regioni occidentali. A sinistra cresce dello 0,6%  la Linke, attestatasi al 9,1%.

Entrano per un soffio nel parlamento regionale i liberali dell’Fdp ed i sovranisti di AfD. Questi ultimi, in particolare, perdono lo 0,8%, attestandosi al 5,3%. Quanto basta per entrare con sette deputati nel Landtag di Amburgo. Il risultato di AfD può essere considerato una battuta d’arresto – come ipotizzato dalla sinistra tedesca quando, dopo le prime proiezioni, i nazionalisti sembravano fuori dal Landtag – o una sostanziale tenuta?

Prima di provare a rispondere a questa domanda è opportuno ricordare come nelle regioni dell’ex Germania occidentale Alternative für Deutschland sia ben lontana, per un’ampia serie di fattori, dai risultati da record macinati ad Est. Meno favorevole il contesto socio-economico, maggiore radicamento dei partiti tradizionali. Detto ciò, tuttavia, se il risultato di Amburgo è certamente non particolarmente soddisfacente, c’è da considerare che arriva a pochi giorni dall’attentato di Hanau, dove un 43enne – indicato come estremista di destra – ha ucciso nove persone, in maggioranza stranieri. Nessun legame dell’uomo con AfD, ma è evidente che il clima venutosi a creare non era certo favorevole ad un partito che della lotta dura all’immigrazione incontrollata ha fatto uno dei suoi capisaldi, insieme al rifiuto del modello di società multiculturale.

Il test elettorale di Amburgo, dunque, se per AfD non è stato un successo, certo neanche si è rivelato un disastro. Semmai, con una metafora calcistica, un pareggio senza reti. Importante sarà vedere se nel prossimo futuro Alternative für Deutschland riuscirà ad inserirsi nelle crepe della Cdu, riuscendo a dare concretezza a quei segnali di dialogo – testimoniati anche, ma non solo, dal caso Turingia – che l’ala conservatrice del partito sta timidamente inviando. L’obiettivo politico tattico per i sovranisti tedeschi nel breve e medio periodo non può essere che uno soltanto: far saltare il muro di contenimento eretto in questi anni da Cdu e Spd.  

Clemente Ultimo

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