Il politicamente corretto nel mondo cinematografico

L’ultimo film di Checco Zalone ha segnato l’ennesimo endorsement a favore di un artista da parte del pensiero unico globalista. Criticato da chi non aveva compreso bene il senso del trailer con tanto di musica alla Celentano, il comico pugliese è entrato di diritto nel lungo elenco di artisti votati al politicamente corretto. In perfetta sintonia con le star hollywoodiane che in ogni rassegna non esitano a schierarsi con la frangia progressista del globalismo. Da Robert De Niro, pronto a prendere a pugni in faccia il presidente statunitense Donald Trump per via delle misure restrittive decise riguardo le politiche immigratorie nella potenza nord americana, all’attivismo delle pluripremiate Meryl Streep e Susan Sarandon.

Charlize Theron

Indubbiamente il caso più eclatante riguarda, però, le sconvolgenti dichiarazioni della sudafricana Charlize Theron, arrivata a sostenere di aver odiato dover dire, nel suo ultimo film, che Babbo Natale ha la pelle bianca. Un chiaro sintomo della mancata percezione dei problemi reali che il 99% dei cittadini del mondo si trovano ad affrontare quotidianamente. Sputare sentenze dall’alto delle proprie ville dal valore plurimilionario sull’accecamento che la maggioranza delle persone avrebbe nei confronti di leaders o formazioni di stampo populista e sovranista è divenuto il nuovo sport preferito dai divi del cinema, tanto da sostituire perfino gli inutili sprechi antiambientalisti chiamati campi da golf. Come in ogni caso anche il cinema ha le sue eccezioni e allora teniamoci stretti registi del calibro di Clint Eastwood che affrontano senza alcuna remora tematiche delicate e tralasciate dalla maggior parte dei suoi colleghi. Il mondo del cinema, compresa la cinematografia d’animazione, è la principale arma dei sostenitori del pensiero unico che oggi provano a sovvertire anche grandi classici delle tradizioni culturali e letterarie del mondo occidentale e non solo. Nessun senso, infatti, può avere la scelta di attori di colore per ruoli relativi all’antica mitologia greca piuttosto che a quella nordica. In un panorama del genere imbattersi in un bel film privo della morale buonista tanto cara anche ad un Vaticano appiattitosi ai suoi nemici è cosa più unica che rara. Proprio per questo motivo dalle colonne de Il Guastatore vi proporremo recensioni e stroncature per gli aficionados della materia.

Luca Lezzi

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